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Quanto deve essere grande un repertorio di aperture?

La dimensione di un repertorio non è una questione di ambizione. La decide il tempo di ripasso che hai, e il conto è abbastanza semplice da farlo una volta sola.

Il modo sbagliato di rispondere

Chiedi quanto debba essere grande un repertorio e ti risponderanno in aperture. Due contro 1. e4, un sistema col Bianco, qualcosa per l’Inglese.

Si sta contando l’unità sbagliata. Un repertorio non è un insieme di aperture. È un insieme di posizioni da tenere in memoria, e le aperture variano enormemente in quante ne portano con sé. Un sistema stretto può essere 150 posizioni. Una sola Siciliana, preparata come si deve, può arrivare a 800 da sola.

Il numero che conta è quello delle posizioni, e ha un tetto che non ha nulla a che vedere con l’ambizione.

Parti dal tuo calendario

Un repertorio non si costruisce una volta. Si mantiene, ogni settimana, per sempre. Il che significa che il limite vero non è quanto riesci a imparare. È quanto riesci a rimparare nel tempo che hai.

Questo rende il conto immediato, perché una posizione mantenuta chiede ripassi a un ritmo prevedibile.

posizioni che riesci a tenere in memoria 15 min 240 30 min 480 1 ora 960 2 ore 1.930 una settimana di ripasso, e quel che regge
Ipotizzando otto secondi a posizione e un intervallo medio maturo di quindici giorni. Cambia una delle due ipotesi e i numeri si spostano, ma la forma no.

Quindici minuti a settimana, spesi onestamente, sostengono qualcosa come 240 posizioni. Un’ora ne sostiene circa mille. Quei numeri non sono un obiettivo. Sono un tetto, e superarlo non vuol dire imparare di più: vuol dire che l’eccedenza marcisce in silenzio mentre tu continui a credere di saperla.

Il conto

Se vuoi farlo da te, è una riga sola.

Posizioni che puoi tenere = (secondi di ripasso a settimana x intervallo medio in giorni) / (secondi per posizione x 7)

I due numeri da stimare sono quanto ti prende una singola posizione e quanto distanti finiscono i tuoi ripassi. Otto secondi è realistico per una posizione che conosci; una nuova ne chiede molti di più. Quindici giorni è una media onesta quando un repertorio è maturo, dato che le posizioni ben note vanno alla deriva verso il mese e quelle profonde tornano prima.

Cambia una delle due ipotesi e la risposta si sposta. La forma no. La relazione è lineare, quindi raddoppiare il tempo di studio raddoppia più o meno il repertorio che puoi portarti dietro, e nessuna dose di entusiasmo cambia la pendenza.

Le linee nuove costano molto più di quelle vecchie

Le cifre qui sopra descrivono un repertorio assestato. Uno nuovo costa molto di più, e questo coglie di sorpresa in continuazione.

Una posizione appena aggiunta torna dopo quattro ore, poi un giorno, poi tre giorni. Una posizione che conosci da mesi torna una volta al mese. Quella nuova ti costa circa venti volte il tempo di ripasso della vecchia, a parità di singola posizione.

La conseguenza pratica: aggiungi lentamente. Importare quattrocento posizioni in un pomeriggio non ti dà un repertorio più grande. Ti dà una coda di ripasso ingestibile entro una settimana e abbandonata entro tre. Se vuoi crescere, aggiungi venti posizioni e lasciale assestare prima di aggiungerne altre venti.

Quando il numero è più piccolo del tuo repertorio

Quasi tutti quelli che fanno questo conto scoprono di aver già passato la riga. È normale ed è rimediabile, più o meno in quest’ordine.

Taglia quello che non incontrerai. Non quello che è oggettivamente brutto: quello che è improbabile. Un ramo che sta dietro a tre scelte poco probabili dell’avversario ti costa lo stesso ripasso settimanale della tua linea principale e compare una volta all’anno. Il metodo è in quanto a fondo studiare le aperture.

Taglia la profondità prima dell’ampiezza. Perdere la coda di una linea ti costa una posizione rara. Perdere un’intera risposta a 1. d4 ti costa una partita che avresti giocato martedì prossimo.

Unisci quel che traspone. Una posizione raggiunta per tre strade è una cosa da ricordare, non tre. I repertori di solito sono più piccoli di quanto suggerisca il conteggio grezzo delle posizioni, e trovare le sovrapposizioni non costa nulla.

Poi, se è ancora troppo grande, lascia perdere un’apertura intera. Doloroso, e meglio che saperne due a metà.

Un esempio svolto

Diciamo che hai trenta minuti a settimana. Sono circa 480 posizioni.

Dividile così: un repertorio col Bianco di circa 200, una difesa principale a 1. e4 di circa 150, una difesa a 1. d4 di circa 100 e 30 di scorta per le linee laterali che continuano a spuntare. È un repertorio completo e davvero mantenuto per un giocatore di club, ed è molto più piccolo di quanto quasi tutti immaginino debba essere.

Batterà anche un repertorio da duemila posizioni che nessuno ripassa da aprile, perché il secondo esiste solo sulla carta.

Una volta che conosci il numero

Il resto è contabilità: tenere il totale più o meno dove hai deciso, aggiungere lentamente e ripassare secondo un piano che si allarga man mano che le cose reggono. Quel piano lo trovi in ogni quanto ripassare le aperture.

Se preferisci non tenere il conto da solo, Chess Prep Pro conta le posizioni di ogni repertorio e le pianifica, così il tetto è almeno visibile mentre decidi cosa farne.

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