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Le trasposizioni: perché il tuo repertorio è più piccolo di quel che sembra
Gli ordini di mosse sono il motivo più comune per cui una linea che conosci si rifiuta di tornare. Pensare in posizioni invece che in sequenze risolve la cosa.
Lo stesso posto per un’altra strada
Una trasposizione è quando due sequenze di mosse diverse arrivano alla stessa posizione. Non è un trucco né un caso limite. Succede di continuo, in quasi ogni apertura, ed è il motivo più comune per cui una linea che conosci davvero non ti torna alla scacchiera.
Ognuno di quegli ordini di mosse raggiunge la stessa posizione della Partita Italiana. Se hai imparato la prima sequenza e il tuo avversario gioca la terza, niente nella tua memoria combacia, anche se la posizione la conosci benissimo.
Perché le sequenze imparate a memoria si rompono
La memoria immagazzina quel che ripeti. Se ripeti una lista di mosse in ordine, quel che hai costruito è una lista, e una lista si recupera solo dal suo inizio.
Cambia la mossa due e la lista smette di combaciare. Ti ritrovi a fissare una posizione che hai studiato per ore senza la minima idea di cosa avevi deciso di fare, perché l’appiglio di recupero che avevi costruito è stato tolto.
Ecco perché due giocatori con la stessa quantità di studio possono rendere in modo completamente diverso. Uno ha imparato sequenze e l’altro ha imparato posizioni. Il primo se la cava benissimo fino al momento in cui un avversario gioca le mosse in un altro ordine, cosa che capita più spesso di quanto quasi tutti notino, perché quando capita danno la colpa a qualcos’altro.
Pensare in posizioni
La soluzione è cambiare quel che ti chiedi mentre studi.
Invece di “cosa viene dopo”, chiediti “a cosa serve questa posizione”. Quali rotture di pedone contano. Dove stanno bene i pezzi. Cosa sta cercando di fare l’altra parte. Una mossa che sai ricostruire dalla posizione è disponibile da qualsiasi direzione. Una mossa immagazzinata come quarta voce di una sequenza no.
È più lento da imparare ed enormemente più solido. E si dà il caso che sia anche quel che rende un’apertura utile nel mediogioco, cosa che una sequenza imparata a memoria non fa mai.
Le trasposizioni rendono i repertori più piccoli
Ecco la parte che sfugge. Le trasposizioni non sono solo un pericolo. Sono un risparmio.
Se tre ordini di mosse raggiungono una posizione, e tu la immagazzini come posizione, hai una cosa da ricordare invece di tre. Un repertorio che se ne accorge è davvero più piccolo di quanto suggerisca il conteggio grezzo delle mosse, a volte in modo drastico, e più piccolo vuol dire più mantenibile.
C’è una conseguenza pratica quando scegli le aperture. I sistemi che traspongono l’uno nell’altro ti permettono di coprire diverse prime mosse con un solo corpo di conoscenza. È buona parte del fascino del Sistema Londra e dell’Attacco Indiano di Re, ed è un argomento vero a loro favore che non ha nulla a che vedere con quanto le posizioni siano oggettivamente buone.
Usarle di proposito
Una volta che pensi in posizioni, le trasposizioni diventano uno strumento.
Puoi guidare. Se preferisci giocare una struttura da Gambetto di Donna Rifiutato piuttosto che affrontare la Nimzo-Indiana, puoi scegliere un ordine di mosse che rende la Nimzo indisponibile. I giocatori forti lo fanno di continuo, ed è una delle poche abilità d’apertura che è puro guadagno: niente teoria in più, solo una strada diversa per lo stesso posto.
Puoi anche evitare. Se la preparazione del tuo avversario è una sequenza, un ordine di mosse insolito lo porta fuori dalla sua lasciando te dentro la tua.
Cosa farne
Tre cose.
Impara posizioni, non liste. Annota il motivo di una mossa, non solo la mossa. Di cosa scrivere parliamo in come annotare le proprie linee d’apertura.
Controlla le tue posizioni principali da più di una direzione. Se nella tua testa riesci a raggiungere una posizione in un modo solo, non la conosci ancora.
Lascia la contabilità al software. Individuare a mano ogni trasposizione di un repertorio grande è davvero noioso.
Chess Prep Pro immagazzina i repertori come posizioni invece che come sequenze, così una posizione raggiunta da più ordini di mosse viene riconosciuta come la stessa posizione comunque tu ci arrivi, e ti chiede di impararla una volta sola.